Enoturismo

Le eccellenze e le tradizioni enogastronomiche contraddistinguono da sempre l’Umbria, terra di profumi e sapori che si perdono nella storia. Tra queste eccellenze, il vino (insieme anche all’olio) è sicuramente una delle migliori espressioni della nostra fertile terra, che ci piace condividere con chi viene a visitarci.  
Le condizioni oggettivamente favorevoli per la coltivazione della vite in Umbria hanno fatto sì che sin da tempi antichissimi, le popolazioni che abitavano queste terre, si dedicassero alla produzione di vino.

Numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano come gli Etruschi e gli Umbri, che occupavano rispettivamente la parte destra e sinistra del fiume Tevere, fossero dediti alla viticoltura ben prima dell'arrivo dei Romani. Anche se il primo vero impulso forse arrivò con Roma. Infatti è dalla zona di Orvieto, ancora oggi una delle più interessanti realtà produttive umbre, che giornalmente partivano carichi di vino destinati al mercato romano in particolar modo destinati alla corte dei Papi. La vite veniva allevata con il sistema del tutore vivo (vite maritata), ovvero sostenuta da un albero, in genere olmo o acero campestre. Grazie a questo sistema i tralci, invece di essere potati, cadevano liberamente verso il suolo.

Ancora oggi non è difficile riconoscere eredità romana in qualche vecchia alberata, dove l'olmo potato a coppa (in Umbria si chiama "stucchio") sorregge la vite, alternato a piante di olivo.

Sin dai tempi antichi la viticoltura nella nostra regione ha conservato fino a qualche anno fa un aspetto decisamente tradizionale con una prevalenza della coltura promiscua, ma oggi gli impianti sono decisamente più razionali, convertiti in monocultura. 

Recentemente, grazie alla rivalutazione dei vitigni autoctoni, le tecniche si sono andate sempre più perfezionando puntando, nella maggior parte della regione, alla valorizzazione dei vitigni tradizionali. 

L’Olivino - 2012. Cultura del vino, della vite, dell’olio e dell’olivo.

I vitigni dell'Umbria

Questi alcuni dei più importanti vitigni autoctoni a bacca bianca e a bacca rossa:

Grechetto

Vitigno autoctono che seppure nel nome ricorda le uve provenienti dalla varietà Greco, è diffuso in tutta la regione ed è spesso prodotto in purezza. Nella zona di Todi, il suo adattamento nei secoli ha contribuito alla nascita di una varietà autoctona nominata Grechetto di Todi.

Ciliegiolo

In genere destinato a produrre vini giovani e profumati, nella zona del ternano risulta particolarmente diffuso e apprezzato con il nome di Ciliegiolo di Narni.

Drupeggio

Anch’esso presente soprattutto nella zona dell’orvietano. 

Trebbiano

Anche in Umbria riveste un ruolo da protagonista e in taluni casi si è ambientato dando vita al Trebbiano perugino e al Trebbiano spoletino. 

Procanico

È il nome dato, nella zona di Orvieto, al Trebbiano.

Malvasia

Presente in quasi tutta la regione, nella zona dell’amerino è vinificato in purezza. 

Sagrantino

Vitigno autoctono coltivato a Montefalco dove si produce uno dei vini rossi italiani più apprezzati del momento. 

Sangiovese

Il re dei vitigni italiani, anche in Umbria è alla base di quasi tutte le denominazioni e talvolta è prodotto in purezza.

Gamay del Trasimeno

Lontano parente della varietà internazionale nata in Francia, il “Gamay del lago” ha caratteristiche molto diverse dal suo omonimo d’oltralpe.

Verdello

Varietà piuttosto produttiva e presente nell’orvietano. 

Cicloturismo

Scopri l'Umbria attraverso il ciclismo.
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